Home arrow Io penso positivo
 
Home
Parrocchia
Contatti
Orario Sante Messe
Momenti di preghiera
Confessioni
Calendario mensile
Calendario pastorale
Appuntamenti e avvisi
Comunicazioni del parroco
Oggi in parrocchia
Documenti
Foto vita parrocchiale
Sguardi di bellezza
Arte e storia
Volti di ieri e di oggi
Giubileo Modigliana
Le nostre valli
Comunità e luoghi religiosi
Città di Modigliana
Passi nello spirito
Idee e riflessioni
Briciole per l'anima
Frase del giorno
Video per riflettere
L'angolo del sorriso
Avvisi dalla diocesi
APPARTAMENTO STORICO DEL VESCOVADO
_____MU.VE_____ MUSEO DI ARTE MODERNA
Comitato di amicizia
 
La redazione si riserva di rimuovere gli interventi non conformi allo spirito della rubrica.
IO PENSO POSITIVO
PER CHI VOTARE
02/02/2018

PER CHI VOTARE

Da F. Occhetta, La Civiltà Cattolica 4023

La Costituzione della Repubblica ha compiuto 70 anni, e i suoi princìpi continuano a nutrire e a custodire la democrazia italiana. È stata generata da un evento di «coscienza sociale» maturato dopo l’umiliazione della guerra ed è il frutto di un incontro di tradizioni molto diverse tra loro: la cultura delle libertà della tradizione liberale, il solidarismo e il personalismo cristiano, le istanze ugualitarie e dei diritti della sinistra. Mai come in questo tempo il Paese è chiamato a fare memoria: la maggioranza dei cittadini, infatti, ha ereditato un dono di cui a volte fatica a percepire il valore e a ricordare il costo.

Alla vigilia delle elezioni politiche, sottolineiamo dunque 5 criteri per esprimere un voto responsabile proprio attraverso i princìpi della Costituzione.

1.   Anzitutto, l’attenzione ai programmi dei partiti per scegliere quelli che costruiscono invece di demolire, che vanno oltre gli slogan elettorali e al di là di singoli temi della campagna elettorale. I programmi non sono neutri rispetto ai valori: il cittadino maturo ha il compito di calcolare i costi e le conseguenze di ogni scelta.

2.   Lo spirito costituzionale ci porta a un secondo punto: la scelta del candidato oltre lo storytelling. Contano l’esperienza amministrativa, la capacità di visione politica, le esperienze fatte, la trasparenza. In una parola, la sua affidabilità.

3.   Un terzo criterio è quello della cultura costituzionale dei partiti e dei loro leader. Dai lavori della Costituente sull’art. 67 della Costituzione si comprende perché l’eletto debba agire senza vincolo di mandato, che significa assenza di legame e di interesse corporativo dell’eletto. I parlamentari, come tutti gli amministratori pubblici, sono portatori «soltanto» di un interesse generale.

4.   Un quarto criterio è valutare le coalizioni di governo più che le coalizioni elettorali. Lo ribadiamo: la nuova legge elettorale (n. 165/2017), che introduce un sistema misto proporzionale e maggioritario, premia la rappresentanza sulla governabilità.

5.   Ultimo criterio: la complessità del voto contro la sua semplificazione. Davanti al rischio di semplificare in «bianco o nero», occorre saper discernere le sfumature, perché la realtà è complessa. Altrimenti prevarrà il fenomeno sociale definito «gentismo».

Il diritto al voto è una conquista sociale, e se ne comprende il valore nei contesti in cui è negato. Per arginare l’astensione, che anzitutto è una rinuncia al cambiamento, il presidente Mattarella ha rivolto un appello a favore della partecipazione: «Nessuno rinunzi al diritto di concorrere a decidere le sorti del nostro Paese».

È, questa, la consapevolezza che la libertà esiste solo là dove si vivono partecipazione e responsabilità.

 

 
QUALI GIOCHI REGALARE?
19/12/2017
LIBERATE I BAMBINI DAI VOSTRI SCHERMI
di D. Novara pedagogista

Arriva Natale e per tanti genitori la tentazione è forte, anzi fortissima: regalare un dispositivo video digitale ai loro bambini. Sembrano quasi fuori dal tempo le persone che decidono di resistere a queste pressioni del marketing. Mosche bianche. Ma dovrebbe essere il contrario. In Italia un bambino di 8 anni può acquistare a suo nome uno smartphone con internet incorporato, basta solo la firma di un genitore. 

Non esistono sostanziali limitazioni neanche per quanto riguarda l’utilizzo di videogiochi violenti e per registrarsi con un profilo sui social network. Lasciamo i nostri figli in balia di un pericolo costante, la sovraesposizione ai videoschermi, spesso senza neanche rendercene conto. Non c’è nessun vantaggio né emotivo, né cognitivo, né evolutivo nel fare una vita quasi totalmente virtuale dove tutto è filtrato da tv e giocattoli digitali. Ci sono solo svantaggi. L’esposizione ai videoschermi produce un senso di progressiva perdita di contatto con la realtà e, a livello scolastico, indebolisce la capacità di concentrazione, facoltà necessaria per l’apprendimento. Mi capita sempre più spesso di vedere bambini, anche molto piccoli, piazzati davanti a uno schermo ovunque: a casa, al ristorante, in macchina, anche al parco. 

Sono tante le ricerche che rilevano i danni di una vita infantile video digitale a partire dai ritardi del linguaggio, per finire con disturbi emotivi di varia natura. Sottovalutiamo quotidianamente la pericolosità dell’uso precoce della tastiera al posto della scrittura corrente, dell’esperienza video visiva al posto di quella sensoriale e manuale, dei videogiochi virtuali al posto del gioco sociale corpo a corpo. 

Due bambini che si rotolano sul pavimento fanno rumore, disordine, si sporcano. Invece, se stanno seduti sul divano con in mano i comandi della play station sono silenziosi, tranquilli e non disturbano. Ma i bambini hanno bisogno di essere protagonisti attivi dei loro giochi, di stimolare autonomamente la loro fantasia e creatività. Il movimento e le esperienze fisiche permettono loro di crescere sereni sviluppando autostima nelle loro capacità. Correre e saltare, inseguirsi, saltare gli ostacoli. Assecondare questi loro bisogni li preserva da tante malattie del comportamento. I videoschermi, invece, li pongono in una posizione di passività, che causa frustrazione e, quindi, spesso sprigiona aggressività. 

Quando nel mio studio incontro genitori che mi raccontano dei loro bambini in difficoltà emotiva come prima cosa consiglio la riduzione dell’uso di videoschermi di ogni tipo a mezz’ora al giorno: i miglioramenti sono immediati. A seconda dell’età, sono tantissimi i giochi adatti che possiamo comprare in occasione del Natale: costruzioni di ogni tipo, casette da interno e da esterno, piste per macchinine e trenini, monopattini e biciclette, tutti i giochi con la palla (dai birilli a piccoli canestri con palline di gommapiuma), libri, bambole, soldatini e personaggi fantastici, animali di pezza, plastica o legno, paste da modellare, giochi di società e giochi didattici (memory, domino, dama, shangai), carte, strumenti musicali. Tutti questi giochi li rendono attivi e li stimolano: l’esperienza diretta è il modo migliore per crescere. Come diceva la grande pedagogista Maria Montessori: lasciamoli fare.

 
DIGNITA' DELLA PERSONA O AUTODETERMINAZIONE?
18/12/2017

( Marco Olivetti, Avvenire, 18-12-17) L’approvazione definitiva in Parlamento della legge sulle Disposizioni anticipate di trattamento consente di ragionare sulle trasformazioni che la cultura politica italiana ha subito nella XVII legislatura repubblicana, ormai prossima alla conclusione. Una legislatura che resterà probabilmente nella storia per la varietà e la novità delle misure legislative che hanno inciso sui diritti fondamentali per quanto riguarda sia la sfera dei diritti civili sia quella dei diritti sociali. È proprio il caso di dire che un’ondata di novità, comparabile solo a quella degli anni Settanta, ha investito la legislazione italiana tanto per la prima (divorzio breve, unioni civili, sovraffollamento carcerario, ora il fine vita, ma si dovrebbe forse ricordare l’apertura alla fecondazione eterologa – voluta dalla Corte costituzionale anziché dal Parlamento – e la picconata all’obiezione di coscienza all’aborto, che si deve alla Regione Lazio) quanto per la seconda (si pensi – fra molte misure – alla rilettura per via di prassi del diritto di asilo o alla legge sul reddito di inclusione, nonché alla riforma della legislazione lavoristica operata con il Jobs Act), per non parlare dei diritti politici (si pensi agli effetti del diritto di voto sulla legislazione elettorale). 

Mentre nella sfera dei diritti sociali si può registrare una ripresa di vigore di questi ultimi, in chiave solidaristica (pur con il dato, per diversi aspetti problematico, del Jobs Act), in quella dei cosiddetti diritti civili è evidente l’accettazione in forma quasi piena delle istanze che una certa cultura laico-massonica ha in più modi e tempi proposto al Paese negli scorsi decenni. Ed è difficile trovare un’icona che sottolinei l’ingresso dirompente nel nostro tessuto legislativo dei princìpi fondamentali del  liberismo etico in maniera più chiara delle lacrime di gioia di Emma Bonino all’indomani del voto del Senato sulle Dat.

Non si vuole con ciò privare di qualsiasi valore le istanze che hanno trovato accoglienza nella legislazione, per lo più dopo battaglie decennali, talora con tratti drammatici, almeno dal punto di vista mediatico. Dopotutto il liberismo etico parte da princìpi quasi universalmente condivisi – anzitutto il principio di autodeterminazione – che caratterizzano ormai sia l’universo morale, sia la nostra legislazione. Essi trasportano nelle sfere della libertà sessuale, delle scelte riproduttive e della conclusione della vita umana (compresa l’istanza di programmare quest’ultima in anticipo) quelle stesse aspirazioni che alla fine del Settecento avevano trovato sbocco nel primo costituzionalismo per regolare il rapporto fra cittadino e Stato in quelle che poi sono divenute le "libertà classiche" (libertà dagli arresti, del domicilio, della corrispondenza, di circolazione, di pensiero, di religione, oltre al diritto di proprietà), consolidandosi come uno dei pilastri dello Stato costituzionale. 

Le Costituzioni, tuttavia, intervennero solo occasionalmente a trasfondere quei princìpi di libertà nella sfera privata, alla quale si trovano riferimenti solo nelle Carte costituzionali e nei documenti internazionali dal secondo dopoguerra novecentesco in poi: sicché le domande di nuovi diritti hanno dovuto farsi faticosamente strada nelle pieghe degli ordinamenti, anzitutto grazie alla giurisprudenza (ordinaria e costituzionale), talora in modi che da un punto di vista giuridico non possono non essere percepiti come arbitrari. 

Ma, soprattutto, mentre le libertà classiche hanno progressivamente trovato un equilibrio - regolato dal principio di proporzionalità e, ovviamente, sempre soggetto a ridefinizione - con gli interessi a esse contrapposti (i diritti degli altri, l’ordine costituzionale e la legge morale, per dirla con l’art. 2 della Legge fondamentale di Bonn), ciò non è avvenuto per quanto riguarda i "nuovi diritti" cosiddetti civili. Questi si affermano con prepotenza. Mentre oggi è dato per acquisito che nessun diritto sia assoluto, cioè privo di limiti, l’autodeterminazione nella sfera sessuale e all’inizio e alla fine della vita non "vede" limiti e rivendica assolutezza. Le morali di radice religiosa si sono battute in questi decenni - e la vicenda delle Dat non ha fatto eccezione - per tentare di "dire" le ragioni dei limiti, ma la battaglia appare perduta in partenza. 

È come se si parlasse una lingua che risulta incomprensibile a gran parte dell’opinione pubblica dominata, grazie anche alla quasi totalità della opinionistica massmediatica, da una sorta di pensiero unico d’impronta liberal-radicale. Comunicare oggi l’unicità del matrimonio, la distinzione originaria uomo-donna, la sacralità della vita umana e la sua dignità in ogni fase e condizione dal concepimento alla morte naturale è davvero arduo, in quanto quelle parole arrivano nell’orecchio dei destinatari con un altro significato. Come spiegare altrimenti che un ex premier come Matteo Renzi, non certo privo di formazione cristiana ed ecclesiale, celebri l’approvazione di questa legge sulle Dat come una migliore tutela della dignità della persona se non con il fatto che per la concezione dominante la dignità coincide ormai con l’autodeterminazione?

Nel complesso, dunque, si può constatare che il Partito della Nazione, uno dei grandi spettri della XVII legislatura, ha infine visto la luce dove meno lo si poteva attendere: sulla legge in materia di Dat, che ha avuto via libera al Senato grazie a una inedita coalizione fra Pd, nuova "cosa rossa" e 5 stelle, con l’appoggio esterno della "libertà di coscienza" di Forza Italia e il supporto delle truppe parlamentari di Denis Verdini. In piena armonia con le istanze di una lobby liberal-liberista-libertaria che, ovviamente, si incaricherà di guidare la delicatissima attuazione della legge, per far sì che i residui di ambiguità in essa presenti siano sciolti in favore della radicalizzazione del principio di autodeterminazione, come del resto è accaduto in questi lunghi anni con la legge sull’aborto, la quale proclama nel suo primo articolo che "la Repubblica tutela la vita umana fin dall’inizio", ma costruisce procedure che, nel diritto vivente, consentono di fatto l’aborto on demand. Per un vero e altrettanto trasversale ragionamento sui limiti ai nuovi diritti, occorrerà forse attendere la prossima generazione? Speriamo di no.

 
BIOLOGICO
24/11/2017
Avere cibi sani è un valore per la salute del consumatore e anche per l'economia del produttore. Il biologioco sta diventando una necessità...ma spesso non è capito e anche truffato. Quando un cibo è veramente biologico?  Ma oltre ai cibi non si potrebbe promuovere anche una cultura biologica? Cosa ne pensi?
 
IL LAVORO CHE VOGLIAMO
23/10/2017
Dal 26 al 29 ottobre a Cagliari si svolgela Settimana Sociale dei Cattolici sul tema: Il lavoro che vogliamo: libero. creativo, partecipativo, solidale. Raccogliamo anche noi idee concrete, in questo piccolo blog ...perchè da cosa nasce cosa!
 
RIVOLUZIONE DELLA TENEREZZA
03/10/2017
E' un tema caro a papa Francesco e ce lo ha riporposto nel suo viaggio a Cesena (1-10-2017). Ripropongo un passo del discorso.
E' necessario riservare adeguato spazio alla preghiera e alla meditazione della Parola di Dio: la preghiera è la forza della nostra missione – come più recentemente ci ha dimostrato anche santa Teresa di Calcutta. L’incontro costante con il Signore nella preghiera diventa indispensabile sia per i sacerdoti e per le persone consacrate, sia per gli operatori pastorali, chiamati ad uscire dal proprio “orticello” e andare verso le periferie esistenziali. Mentre la spinta apostolica ci conduce ad uscire – ma sempre uscire con Gesù –, sentiamo il bisogno profondo di rimanere saldamente uniti al centro della fede e della missione: il cuore di Cristo, pieno di misericordia e di amore. Nell’incontro con Lui, veniamo contagiati dal suo sguardo, quello che posava con compassione sulle persone che incontrava nelle strade di Galilea. Si tratta di recuperare la capacità di “guardare”, la capacità di guardare! Oggi si possono vedere tanti volti attraverso i mezzi di comunicazione, ma c’è il rischio di guardare sempre meno negli occhi degli altri. È guardando con rispetto e amore le persone che possiamo fare anche noi la rivoluzione della tenerezza. E io invito voi a farla, a fare questa rivoluzione della tenerezza. 
 
VIOLENZA SULLE DONNE
19/09/2017
Questo periodo sembra caratterizzato da un aumento di gesti di violenza, soprattutto di tipo sessuale, sulle donne. Si tratta di abusi e sopraffazioni. La cosa ci interroga, sia da un punto di vista della sicurezza, sia dell'educazione da proporre, sia per le azioni di cura delle vittime. Raccogliamo opinioni.
 
ALLUVIONE
12/09/2017
A Livorno, dopo l'alluvione, è solo dolore e polemiche. E se l'alluvione venisse da noi. Come prepararsi?
 
EVANGELIZZIAMO LA METAGONIA
11/09/2017
Leggi il romanzo a puntate su AVVENIRE
https://www.avvenire.it/rubriche/pagine/evangelizziamola-metagonia

I. Invio

All'inizio, quando il nostro superiore Padre Gesualdo mi convocò per parlarmi della Metagonia, credetti stesse scherzando. Possibile che esistessero territori inesplorati e non ancora conquistati dal Vecchio Mondo o dal Nuovo? Restava dunque un'estremità della terra dove mai nessun missionario aveva posato il piede? La nostra epoca non aveva forse cartografato ogni millimetro quadro di ogni remoto angolo del globo, perlomeno attraverso l'occhio indiscreto di droni e satelliti? E però, inspiegabilmente, al di là della cordigliera delle Ande, nascosto fino ad ora alle nostre sonde e alle nostre imprese commerciali, questo territorio esisteva e io fui mandato laggiù. 
 
... COME ARGINARE LE SLOT MACHINE
06/09/2017
Le slot machine oggi stanno dilagando in nuove forme e nuovi punti di gioco. A fronte di questo troviamo persone che finiscono per indebitarsi per non dire che si rovinano la vita. E' ancora un gioco? Chi deve agire? Come aiutare le persone? 
 
 
AGESCI
ANSPI
Azione Cattolica
Oratorio ACR
Catechisti, educatori...
Catechismo Sacramenti
Cammini di fede giovani
Incontri adulti e genitori
Gruppi caritativi
Pietre Vive Modigliana
Ministeri
Ultimi contenuti

Abbiamo 1 visitatore online
 
Sito realizzato con Joomla! - Copyright 2018 Parrocchia di Modigliana